Hors d’œuvre


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Manifesto per la salvaguardia della memoria
Enrico Bisenzi e Claudio Parrini it / fr
bio

Introduzione al problema.
Fin dagli anni ’90 molte cronache, narrazioni, sperimentazioni artistiche e riflessioni politiche vengono riversate e diffuse su Internet piuttosto che sulla carta stampata. Soprattutto quei settori che hanno meno mezzi economici ma anche meno affinità col supporto cartaceo e maggiore dimestichezza con le nuove tecnologie della comunicazione si affidano al Web, agli archivi video e audio per raccontare il loro vissuto artistico e politico. La contemporaneità culturale, artistica e politica che si può ritrovare quasi esclusivamente su Internet rischia un oblio irreversibile e la conseguente perdita di senso e identità.

Il problema dei supporti.
Il vinile ha lasciato il posto ai nastri magnetici, poi sono arrivate le cassette vhs, i floppy disk ed a seguire gli hard-disk, i cd-rom, dvd, blue ray eccetera. Non ogni era, ma ogni effimero periodo della nostra contemporaneità vede affermarsi il predominio di un supporto digitale che dopo pochi anni lascia il posto (e le funzioni di comunicazione !) ad altri supporti che negli anni diventano inservibili a causa della loro veloce decadenza fisica ma anche a causa della scomparsa di lettori capaci di leggere vecchi supporti (un tempo analogici ed oramai esclusivamente digitali).

Il problema del formato (aperto) dei documenti da salvaguardare.
Documenti testuali ma anche audio e video vengono generati, riprodotti e trasmessi attraverso formati che negli anni diventano inservibili a causa dell’incapacità dei nuovi software di leggere i vecchi formati digitali. Il problema si aggrava se si fa riferimento a standard chiusi e proprietari dei documenti e non si usufruisce del movimento del software libero e dei formati aperti dei documenti.

Soluzioni tecniche, sociali e politiche.
Auspichiamo la nascita di laboratori sulla memoria digitale auto-organizzati dal basso capaci di sperimentare forme di archiviazione di ciò che viene narrato attualmente su Internet ma anche un investimento delle forze politiche ed istituzionali affinché il problema dell’oblio della cultura basata sul digitale diventi un’emergenza sociale. Le istituzioni e le fondazioni culturali si devono far carico di questo emergente problema dell’oblio digitale della cultura prodotta dagli ’90 in poi così come della necessità di rimettere in un circuito comunicativo (digitale) efficace quegli archivi cartacei che altrimenti sono destinati ad una funzione di mera conservazione del sapere (pur importante).
C’è un problema enorme da affrontare e su cui discutere di CONSERVAZIONE delle ’opere’ digitali, ma al tempo stesso anche la necessità di riflettere sulla maniera migliore di effettuare una procedura di NARRAZIONE di queste opere nel sociale ed in alcuni casi vi è la necessità di RESTAURO delle medesime secondo standard liberi e aperti che consentano la loro riproduzione e fruizione nel tempo.

La narrazione come forma di sopravvivenza all’oblio della cultura digitale.
Non è possibile un’opera di conservazione senza un processo di narrazione ma soprattutto diventa fine a sé stessa la funzione di conservazione se non è accompagnata da un’opera di narrazione di ciò che è si è riusciti a conservare. Bisogna immaginare momenti di narrazione di ciò che riusciamo a conservare della cultura digitale : eventi, mostre, spettacoli teatrali, incontri con le scuole, seminari nelle accademie e nell università devono riuscire a trasmettere ciò che di significativo si muove a livello culturale nella Rete e rischia di scomparire nell’arco di pochi anni. È necessario creare supporti digitali basati su tecnologie libere ed aperte – veri e propri libri della memoria digitale – capaci di narrare storie, drammi ed idee sviluppatesi in precisi archi temporali od intorno a tematiche ben specifiche.

Non è assolutamente certo che ciò che stiamo producendo a livello culturale su Internet sia degno di interesse e di conservazione al fine di trasmetterlo alle generazioni future : è però altrettanto certo che l’intera cultura trasmessa attraverso il digitale è destinata all’oblio se non si innesca un meccanismo rivoluzionario di conservazione, riproducibilità e narrazione di ciò che si racconta in Internet in questi anni.

Enrico Bisenzi è nato a Firenze nel 1967 si occupa di reti telematiche e della diffusione di Internet in Italia focalizzando l’attenzione sui problemi di accessibilità al World Wide Web. E’ docente all’Accademia di Belle Arti di Carrara dove si occupa dell’Officina di Restauro di Siti Web dell’Accademia (O.R.S.A.). e collabora con il Polo Universitario di Prato per il Modulo ’Tecniche di lavoro e comunicazione in Rete (occupandosi in particolare dei motori di ricerca.
Caludio Parrini, artista, è nato a Vinci, in provincia di Firenze nel 1963, vive e lavora a Milano. Lavora sulle problematiche "eversive" del movimento cyberpunk, affrontando le questioni della comunicazione e della pratica sociale, la riflessione sulle legalità interne al sistema dell’arte (e alle sue pratiche di legittimazione), frequentandone i "confini" istituzionali con operazioni collettive, ipertesti e collaborazione con gruppi di azione sociale (StranoNetwork, Quinta Parete, XS2WEB).
Entrambi sono autori del libro "I motori di ricerca nel caos della Rete" (Edizioni Shake 2001) ; del progetto Arte di Parte di Uno.net -portale italiano per l’arte contemporanea- rubrica che tratta i temi di accessibilità e reperibilita’ dell’informazione in rete ; e del portale
infoAccessibile.com

 

 

Manifeste pour la souvegarde de la memoire

Introduction au problème
Depuis les années 90, beaucoup de comptes rendus, récits, expérimentations artistiques et réflexions politiques ont été déversés et diffusés sur Internet plutôt que publiés en édition papier. Surtout, ce sont les secteurs qui ont le moins de moyens économiques, le moins d’affinité avec le support papier et le plus de familiarité avec les nouvelles technologies de la communication qui s’appuient sur le Web, les archives vidéo et audio pour raconter leur vécu artistique et politique. L’actualité culturelle, artistique et politique qui peut se trouver essentiellement sur Internet risque l’oubli irréversible et par là, une perte de sens et d’identité.

Le problème du support
Le vinyle a laissé la place aux bandes magnétiques puis sont arrivées les cassettes VHS, les disquettes, suivies des disques durs, des cd-rom, des dvd, du « Blu-Ray », etc. Pas chaque époque, mais toute période éphémère de notre contemporanéité voit s’affirmer la prédominance d’un support numérique qui, après quelques années, laisse la place (et les fonctions de communication !) à d’autres qui à leur tour deviennent inutilisables à cause de leur rapide caducité physique, mais également à cause de la disparition des lecteurs capables de lire les supports d’avant (autrefois analogiques et désormais numériques).

Le problème du format (ouvert) des documents de sauvegarde Les documents textuels mais aussi audio et vidéo sont générés, reproduits et transmis via des formats qui deviennent inutilisables à terme à cause des logiciels nouvelle génération incapables de lire les formats digitaux précédents. Le problème s’accentue si on se privilégie les formats fermés et propriétaires plutôt que de profiter du mouvement des logiciels libres et des formats ouverts.

Solutions techniques, sociales et politiques
Nous souhaitons la naissance de laboratoires sur la mémoire numérique autogérés par la base, capables d’expérimenter des formes d’archivage de ce qui est raconté en ce moment sur Internet. Un engagement politique et institutionnel est nécessaire pour que ce problème d’oubli de la culture basée sur le numérique devienne une priorité sociale. Les institutions et les fondations culturelles doivent endosser ce problème propre à la culture des années 90 et prendre en charge la nécessité de remettre en circuit de communication (numérique) efficace les archives papier qui, sinon, seront confinées à la seule fonction de conservation du savoir (certes d’importance). C’est un énorme problème à affronter et à discuter, la conservation des œuvres numériques, mais il faut en plus réfléchir à la meilleure façon d’effectuer leur narration dans le champ social et dans certains cas, il faut envisager de les restaurer dans des formats libres et ouverts pour permettre leur reproduction et leur accès dans le temps.

La narration comme forme de survivance à l’oubli de la culture numérique Un acte de conservation n’est pas envisageable sans processus de narration, et surtout, toute conservation est vaine si elle ne s’accompagne pas du récit de ce qu’on a pu conserver. Il faut imaginer des moments pour raconter ce qu’on est parvenu à conserver de la culture numérique : les événements, les expositions, les spectacles de théâtre, les rencontres avec les écoles, les séminaires dans les académies et les universités doivent réussir à transmettre ce qui significativement bouge au plan culturel sur Internet et risque pourtant de disparaître à court terme. Il est nécessaire de créer des supports numériques basés sur des technologies libres et ouvertes – véritables inventaires de la mémoire numérique – capables de raconter des histoires, drames et idées développés dans un temps précis ou dans des thèmes spécifiques.

Il n’est pas du tout sûr que ce qu’on est en train de produire dans la culture sur Internet soit intéressant et qu’il soit nécessaire de le conserver pour les générations futures : mais il est aussi évident que toute la culture transmise par le numérique est destinée à l’oubli si on ne provoque pas un mécanisme révolutionnaire de conservation, de reproductibilité et de narration de ce qui s’échange sur Internet aujourd’hui.

Enrico Bisenzi (Florence, 1967) est professeur à l’Académie des Beaux Arts de Carrare. Son champ de travail recouvre la question des réseaux et les problématiques liées à la diffusion d’Internet et l’accessibilité au World Wide Web en Italie. A l’Académie, il gère l’Office pour la Restauration des Sites Web (O.R.S.A.). Il est également chargé d’enseignement au Pôle Universitaire de Prato pour un cours intitulé "Techniques de travail et de communication sur Internet", plus particulièrement axé sur les moteurs de recherche.
Caludio Parrini (Vinci -Florence, 1967) est un artiste qui vit et travaille à Milan. Il suit les problématiques du mouvement cyberpunk, et refléchit aux questions de communication, de pratique sociale et du problème de la légalité à l’intérieur du système art. Il collabore avec des activistes comme StranoNetwork, Quinta Parete et XS2WEB.
Ils sont co-auteurs du livre "Les moteurs de recherche dans le chaos du web" (Edition Shake, 2001) ; du projet "Arte di Parte" de la plateforme italienne pour l’art contemporain Uno.net avec une rubrique sur les thèmes de l’accès et la repérabilité des informations sur le web ; et du portail
infoAccessibile.com